Le migliori industrie italiane in termini di aumento del PIL

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Con la diffusione del Covid-19 c’è stato uno stravolgimento in merito agli investimenti sui mercati internazionali, in riferimento ai settori di produzione e allo sviluppo dell’economia. I dati economici, rispetto a quelli sanitari non vengono elaborati contestualmente, ma bensì vengono diffusi a distanza di tempo, perchè le statistiche che rilevano l’andamento dei settori dell’economia richiedono più tempo e quindi a volte riflettono una situazione non del tutto attuale, ma di qualche mese precedente.

Attraversando la fase successiva alla pandemia, solo adesso si vedono gli effetti a livello nazionale ed internazionale, di ciò che ci ha travolto. Nelle “Prospettive per l’economia italiana” nel 2020-2021, a seguito della diffusione del Covid-19 e in base ai vari provvedimenti avviati dal Governo, è aumentato in maniera considerevole il livello di incertezza che ci invade. La fase di shock senza precedenti ha sicuramente contribuito ad una revisione al ribasso del PIL, che è stata pari a nove punti percentuali. Se si avrà conferma di quanto stimato, questo potrebbe essere il peggior dato che si riscontra nell’economia italiana dalla fine della seconda guerra mondiale.

Per avere i dati del tutto confermati bisognerà aspettare, ma intanto si può notare come già la produzione industriale abbia risentito di questo cambiamento, attraversando nel complesso delle gravi difficoltà. Ci sono stati cali in diversi settori, ad iniziare dalla fabbricazione di mezzi di trasporto, alle industrie tessili, all’abbigliamento, alle pelli e agli accessori. Per arrivare alla fabbricazione di macchinari e attrezzature, al settore metallurgico e quello di fabbricazione di prodotti in metallo.

Per quanto riguarda le industrie che operano nel settore alimentare, in quello delle bevande e del tabacco, le riduzioni sono state di meno. Quindi le migliori industrie che contribuiscono al sostanziale aumento del PIL sono quelle del settore della distribuzione alimentare e dissetante. Per quanto la crisi generale abbia contribuito a creare una sostanziale battuta di arresto, le industrie alimentari hanno mantenuto il loro potere, dal momento che la crisi ha investito tutti i settori, ma per quanto riguarda il fabbisogno personale a livello di alimentazione, almeno quello doveva essere soddisfatto.

Quindi le uniche industrie e i rispettivi settori che hanno palesato una crescita risultano essere quello della sanità, delle comunicazioni e dell’alimentare. Sono i tre settori che nonostante le difficoltà del momento e la diffusione della pandemia, per forza di cose hanno mantenuto le loro posizioni nel mercato economico, per diverse ragioni.

Il settore sanitario più di tutti ha contribuito alla crescita del PIL, perché su di esso si è puntato per una ripresa in termini economici e sociali e si è investito sia per fronteggiare la pandemia, sia per dare un indirizzo ad un futuro dell’Italia.

In termini di dati statistici, il PIL italiano quest’anno si è contratto del 9,1%. La stima futura prevede un rimbalzo del 4,3% nel 2021 e del 3,2% nel 2022. Un dato attuale rilevante, sicuramente migliore rispetto alle stime fatte in precedenza che proiettavano dei risultati tutt’altro che incoraggianti, dal momento che era previsto un calo molto più massiccio e oneroso in termini economici.

Se la situazione attuale non subirà ulteriori battute di arresto, si prevede una ripresa in termini di PIL nonostante le difficoltà sociali ed economiche che affronteremo, con l’obiettivo di puntare su quelle industrie che già adesso riescono a rimanere salde sul mercato nonostante la crisi, con l’intento di investire sui settori sanitari che maggiormente offriranno servizi alla società. Stessa cosa vale per le industrie alimentari e quelle dissetanti che continueranno nella crescita, garantendo il fabbisogno alla popolazione e l’aumento del PIL italiano.

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