Gioco d’azzardo e slot machines: un fenomeno in rapida ascesa ed un giro d’affari esorbitante

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

Negli ultimi anni il business del gioco d’azzardo è cresciuto di quasi il 200%, le entrate statali di circa il 30% e di riflesso i costi sociali, economici e sanitari sono aumentati a dismisura.
In Italia il giro d’affari del gioco d’azzardo si aggira attorno ad 84 miliardi di euro, che equivalgono a circa 1400 euro pro capite ed al 5% del Prodotto interno lordo.
Di recente in particolar modo le slot machine si sono diffuse in maniera capillare sul territorio italiano. Se ne contano in media una ogni 155 abitanti. Un dato allarmante se confrontato con quello tedesco ed americano: in Germania il rapporto è di una slot machine ogni 261 abitanti, negli Stati Uniti una ogni 372 abitanti.
Per arginare questo fenomeno dilagante e nocivo per la salute e le tasche degli italiani, la legge di stabilità varata nel 2016 ha imposto una netta riduzione delle slot in circolazione che dovrebbero diminuire di circa il 30% nell’arco di quattro anni. Inoltre il Governo Renzi ha previsto che tutte le slot machines situate in locali pubblici, dovranno essere posizionate in zone nascoste e vietate ai minori.
Lo Stato ricava circa quattro miliardi annui netti dal mercato delle slot machines e l’intero settore conta circa 120mila operatori.
Come ha recentemente affermato l’imprenditore Francesco Gatti, titolare di Bakoo Spa azienda produttrice di slot machines tra cui la famosa Fire Starter, vietare o ridurre la diffusione nei macchinari è pressoché inutile. Servirebbe invece modificarne la regolamentazione e privatizzare in parte il settore.

Gli enormi introiti derivanti dalle slot machine giustificano il disastroso costo sociale che ne deriva?

Lo Stato oltre ad incassare la maggior parte del’introito derivante dalle slot machines, ne gestisce e guida anche il funzionamento che regola il meccanismo di perdita e vincita. Le 350mila slot machines sparse sul territorio italiano sono programmate per elargire in vincita circa il 74% delle giocate inserite. Ma bisogna tenere bene a mente che questi apparecchi sono creati per intrattenere gli utenti e non per farli arricchire. Dunque oltre a produttori e gestori di bar e tabacchini a rientrare nel meccanismo di guadagni stratosferici celato dietro il mondo delle slot machines, c’è anche e soprattutto lo Stato. L’Erario è il soggetto che incassa la maggior parte dell’introito totale.
La regolamentazione è dunque delineata dallo Stato e le aziende che provano o vorrebbero discostarsene si trovano automaticamente fuori dal mercato. Ad esempio nel 2008 l’azienda Safe Slot diede vita ad una slot machines perfettamente identica ai normali macchinari. Il prototipo era però in grado di bloccare il flusso di gioco ed intimare al giocatore di fermarsi.
.Slot machines nel genere non sono mai state immesse sul mercato Il motivo è molto semplice: utilizzando macchinari del genere l’introito totale del gioco d’azzardo legato alle slot machines subirebbe un calo rilevante. Gli stessi imprenditori, dopo i test preliminari, hanno accantonato i progetti proprio perché gli incassi sarebbero risultati nettamente inferiori, andando ad intaccare le loro finanze e quello dello Stato. Inoltre macchinari del genere non sarebbero stati in linea con le normative statali che avrebbero dovuto subire sostanziali modifiche.
Fatto sta che alla luce delle nuove normative orientate verso la diminuzione delle slot machines, la situazione in termini di introiti non subirà grossi contraccolpi. Lo testimonia il fatto che i giocatori incalliti tendono a sostituire le slot machines con le videolottery ed i casinò online, in particolar modo i giovani.

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

Potrebbero interessarti anche...