Come affrontare serenamente l’eiaculazione precoce

Facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedinmail

Non è una cosa facile di cui parlare, è uno di quegli argomenti ancora tabù.

L’argomento in questione difatti non è da prendere alla leggera e soprattutto non va sottovalutato.

Quello di cui sto cercando di parlare è il problema dell’eiaculazione precoce.

 

LA PRIMA VOLTA

 

La mia prima esperienza inizia quando avevo 17 anni.

Non mi ero posto nessun problema prima di per consumare il rapporto sessuale con la mia ragazza, e soprattutto non avevo mai fatto caso al tempo di raggiungimento dell’orgasmo.

Inizialmente ero euforico, spavaldo, nulla poteva buttarmi giù e infatti tutto sembrava procedere bene.

Mi sentivo a mio agio anche se era la prima volta, fino a quando durante i preliminari non succede l’inaspettato: arrivo all’orgasmo dopo neanche un minuto.

La mia ragazza in quel momento non ha detto nulla ma la sua espressione era eloquente; era più grande di me di due anni e aveva già avuto più di una esperienza.

In quel momento mi sono sentito inadeguato, ho cercato di far finta di nulla e dopo qualche attimo ho continuato e concluso il rapporto senza neanche venire una seconda volta, cosa che in quel momento mi ha tranquillizzato.

 

DUBBI

 

La notte stessa non sono riuscito a dormire, continuavo a pensare a quello che era successo, provavo una strana sensazione.

I rapporti successivi seppur diversi hanno avuto un’unica costante, non riuscivo in nessun modo a resistere più di una manciata di secondi.

tecniche per durare di più a lettoHo cercato di non farci caso sperando che il problema passasse, tuttavia era sempre lì.

Mi era ormai chiaro che questo problema mi avrebbe accompagnato per tutta la vita, ma non lo accettavo e mi sono ritrovato ben presto a dover respingere più di un rapporto.

La paura di essere giudicato mi lacerava, specialmente a quell’età, non è una cosa di cui vantarsi con gli amici.

Temevo che la notizia si potesse diffondere tra i miei amici e/o compagni di classe, e avevo paura poiché una cosa del genere ti può segnare per molto tempo.

Non volevo essere ricordato come “la pistola più veloce del West”.

Questa paura condizionava la mia vita, evitavo qualsiasi tipo di rapporto con il sesso femminile.

Mi concentravo nello sport sperando di diventare resistente sessualmente, ma tutto invano.

 

CONSAPEVOLEZZA

 

Dopo qualche mese ho preso coraggio e ho cercato qualche risultato su internet, ho trovato molte esperienze simili alla mia, che grazie all’anonimato sono riuscite a parlarne.

Leggere altre esperienze in parte mi ha tranquillizzato; ma ciò che continuava a preoccuparmi è il fatto che tutti affrontavano l’argomento come un problema, come una malattia, come qualcosa di cui vergognarsi.

Con il passare del tempo è cresciuta in me la consapevolezza di accettare il mio disturbo e magari parlarne con qualcuno di più esperto che poteva indicarmi la giusta strada.

 

SOLUZIONE

 

Proprio grazie al raggiungimento di questa consapevolezza sono riuscito a trattare il disturbo con un andrologo.

Sono stato sottoposto a varie analisi e a vari colloqui per capire la causa di questo problema: non è stato facile ma alla fine ne è valsa la pena.

Dopo aver seguito il trattamento che mi è stato sottoposto, posso finalmente sentirmi più tranquillo e spensierato durante un rapporto sessuale.

Facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedinmail

Potrebbero interessarti anche...