DPI cosa sono e come utilizzarli

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Quando si parla di lavoro non si può prescindere dal tema della sicurezza dei lavoratori. Viviamo fortunatamente in un’epoca dove l’informazione, l’educazione e la sensibilizzazione in tal senso ha dato buoni frutti dopo gli anni neri caratterizzati da gravi infortuni e da molte morti bianche. La restrizione in materia, apportata anche dagli obblighi previsti dalle leggi vigenti, ha consentito un ulteriore accrescimento degli standard di qualità in tema di sicurezza. Uno tra gli strumenti più importanti a garantirla nella pratica del lavoro svolto tutti i giorni sono i DPI – Dispositivi di Protezione Individuale – che, come suggerisce il nome, consentono di prevenire infortuni e/o di limitarne i danni in caso di incidenti che vedono coinvolto il professionista. Di seguito ne diamo una definizione sommaria nominandone le categorie e indicando cosa sarebbe più opportuno fare nel caso in cui subisca un danno personale in contesto professionale.

 

Dispositivi di protezione individuale: definizione e categorie

 

Per DPI si intendono quell’insieme di attrezzature indossate dal lavoratore utili a prevenire e/o limitare danni in caso di incidenti sul lavoro e servono, nella pratica, alla salvaguardia della salute del lavoratore. Ogni lavoratore secondo le necessità della propria professione e mansione specifica, dispone degli opportuni DPI forniti dal datore di lavoro a garanzia della propria sicurezza. I DPI si contraddistinguono tra loro in base alla categoria di appartenenza sintetizzabili come segue.

Prima categoria:

rientrano in questa categoria i DPI come guanti, tute e occhiali e altri, la cui funzione è quella di proteggere il lavoratore da azioni a suo carico lesive con effetti di grado minimo, prodotti da strumenti meccanici, come:

azioni lesive lievi e reversibili prodotte dal contatto con prodotti generici per la pulizia;

rischi da contatto o urto con oggetti surriscaldati con temperatura superiore ai 50° C;

agenti e fenomeni atmosferici durante lo svolgimento della propria attività professionale;

urti e movimenti vibranti di intensità tale da giungere sino ad organi vitali provocandone lesioni di carattere irreversibile;

azione lesiva provocata dall’esposizione prolungata e diretta ai raggi del sole.

Seconda categoria:

sono compresi tutti i DPI che non vengono compresi nelle altre due categorie.

Terza categoria:

in questa categoria sono rappresentati i DPI utili alla salvaguardia della salute del lavoratore in riferimento a rischi con effetti irreversibili o potenzialmente o mortali. Nello specifico sono contemplati:

gli apparecchi filtranti a protezione di aerosol solidi, liquidi o in stato gassoso con proprietà irritanti, generalmente pericolosi, tossici e/o radiotossici;

gli apparecchi isolanti in generale;

tutti i dispositivi in grado di assicurare una protezione di tempo limitato a prevenzione delle aggressioni chimiche e le radiazioni ionizzanti;

utili a proteggere il lavoratore in ambienti con temperatura dell’aria non inferiore ai 100° C;

tutti i dispositivi che prevengono o neutralizzano potenziali cadute dall’alto;

i DPI utili alla salvaguardia del lavoratore esposto a rischi di folgorazione o a disturbi derivanti il contatto di tensioni elettriche potenzialmente pericolose.

Obblighi e responsabilità del datore di lavoro

Il datore di lavoro ha certamente degli obblighi in materia di prevenzione e protezione dagli infortuni. Tali obblighi consistono nel dotare il lavoratore dei DPI idonei, secondo professione e mansione svolta con le caratteristiche indicate dalle normative vigenti in materia, utili alla salvaguardia della salute del lavoratore. Ha inoltre la responsabilità di fornire un’adeguata formazione per l’individuazione del dispositivo più appropriato, nonché il suo corretto uso, al corrispondente rischio e grado reale di esposizione durante lo svolgimento del lavoro.

 

Obblighi e responsabilità dei lavoratori

 

Anche i lavoratori sono soggetti a degli obblighi per quanto riguarda la prevenzione e la protezione dagli infortuni, tra i quali quelli di utilizzare in maniera corrispondente e corretta i DPI nonché di averne cura e soprattutto di non modificare in nessun modo la struttura del dispositivo. Hanno inoltre l’obbligo di sottoporsi a formazione e opportuno addestramento.

 

Cosa fare in caso di danno personale?

 

I DPI da soli non sono sufficienti a garantire la preservazione della salute del lavoratore quando altri fattori contingenti fenomeni esterni, non prevedibili dal lavoratore, intervengono esponendo il lavoratore a rischio durante lo svolgimento delle proprie mansioni professionali nonostante il lavoratore abbia osservato e sia in linea con i suoi obblighi. Le ragioni possono essere molte: dispositivi forniti dal datore di lavoro non adeguati alla protezione del lavoratore sulla base del reale rischio di in un determinata mansione svolta; sistemi di protezione individuali obsoleti. Altri fattori adiacenti riguardanti la sicurezza, sono rilevabili nella mancata manutenzione degli impianti o dei macchinari adoperati per svolgere il proprio lavoro e altri fattori che sono fuori il controllo e la prevedibilità del lavoratore, ma di cui il datore di lavoro ne ha una diretta responsabilità. Cosa fare quindi nel caso in cui si abbia subito un danno personale a lavoro? Se hai subito un danno personale mentre stavi lavorando, probabilmente hai diritto ad un risarcimento, in ogni caso la cosa migliore da fare è quella di far analizzare l’accaduto ad un’agenzia legale che sia in grado di individuare inadempimenti di responsabilità da parte del datore di lavoro e di seguire e di tutelare il lavoratore dall’inizio della pratica sino alla sua risoluzione.

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