Fotografia: 5 consigli per una buona inquadratura

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In una sua celebre frase (fonte letteralmente.net)  il fotografo  Helmut Newton  descriveva la fotografia come  “Il desiderio di scoprire, la voglia di emozionare, il gusto di catturare, tre concetti che riassumono l’arte della fotografia”.

Gli appassionati di fotografia sono sempre alla ricerca dell’inquadratura perfetta, di quel taglio panoramico che mozza il fiato e rende una foto quasi un vero e proprio quadro.
Ecco alcuni consigli per aspiranti fotografi che vogliono trovare la perfezione nelle proprie inquadrature.

Una prima questione da tenere presente è sicuramente il soggetto. Soprattutto quando il soggetto è animato, quindi una persona o un animale, o è comunque di grandi dimensioni (ad esempio un albero, un monumento) il fuoco dell’obiettivo dev’essere tutto concentrato su di lui. Anche se la tentazione di prendere anche il panorama retrostante è molta, focalizzarsi sul soggetto della foto e posizionarlo perfettamente al centro della propria inquadratura permette di non sbavare la foto, dando a quello che c’è dietro la misura di quello che realmente è: uno sfondo.
Questo permette anche di prediligere il fuoco nel soggetto più che sullo sfondo, che a volte viene sfocato contribuendo a concentrare l’attenzione sul protagonista della foto.

Un secondo consiglio per un’inquadratura praticamente perfetta e professionale è quello di calibrare bene la luce. Se essa colpisce in modo diretto l’obiettivo oppure le spalle del soggetto, siete nella posizione sbagliata. Nel primo caso, una luce troppo intensa falsa le pressioni dell’otturatore restituendo dei colori che non sono verisimili, mentre nel secondo caso la foto verrebbe completamente in ombra. È importante che la luce colpisca l’obiettivo lateralmente e che non sia invadente, illuminando i volti e creando anche dei chiaroscuri.

La fotografia non è mai una scienza esatta nella quale al primo scatto viene la foto perfetta. Fare molto foto allo stesso soggetto da diverse angolazioni ed in rapida sequenza permette di trovare lo scatto perfetto. Soprattutto se il soggetto è animato, infatti, il minimo spostamento dei muscoli di espressione o il sopraggiungere di qualche elemento imprevisto (una folata di vento, ad esempio) cambia completamente uno scatto che solo pochi secondi prima sembrava banale. Le persone si muovono, respirano e assumono posture impreviste, e questo può aiutare nella selezione della foto perfetta.

Eliminate, poi, gli elementi di disturbo. Anche se in un ambiente ci sono moltissime cose da fotografare e vi sembra bello comprendere un panorama d’insieme che restituisca la pantagruelica situazione in cui vi trovate, è meglio che ogni oggetto o ogni angolo della stanza abbia la sua inquadratura dedicata. Una foto panoramica con moltissimi oggetti dentro non permette di concentrare l’attenzione su nessuno di essi, finendo con il confondere lo spettatore che non riesce a trovare un vero punto di fuga per il suo sguardo.

Ultimo consiglio per un’inquadratura perfetta: cercate di rimanere su un piano perpendicolare rispetto all’oggetto da fotografare. Se lo scopo è creare una foto psichedelica e travolgente si può anche stravolgere il piano dello sguardo, tentando, ad esempio, di cogliere una cattedrale gotica in tutta la sua estensione verticale sdraiandosi ai piedi di essa. In una situazione normale, però, il soggetto deve risultare dritto, centrato e possibilmente colto da un’angolazione che non ne distorca le proporzioni, quindi più possibile frontale e su un piano di altezza uguale alla sua base o al suo punto di fuga.

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